Suor Lindalva e Suor Benedicta a Senigallia
 
AGGIORNAMENTO SULLE ATTIVITA'
  Suor Gabriella Pinna e don Carlo Paolucci (direttore del Centro Missionario Diocesano)  

Ogni volto è il volto*

Suor Gabriella in visita a Brugnetto di Senigallia

"Una per una. Le persone si guardano in faccia e si aiutano, una per una. Nonostante siano centinaia, migliaia quelle che hanno bisogno di sostegno, nonostante sembri quasi inutile questa goccia nell'oceano". Più o meno Santa Teresa di Calcutta ragionava così, rispondendo un po' piccata a quanti contestavano il fatto che, a fronte di qualche persona aiutata, ce ne fossero milioni privi di assistenza. Ed è un alibi dietro il quale rischiamo di nasconderci spesso, perché sembra che davvero nulla sia risolutivo per le troppe fragilità umane. Suor Gabriella la pensa come Madre Teresa e tira avanti per la sua strada, o meglio, per i fangosi sentieri della capitale dello stato del Ceará, Fortaleza. Missionaria della Congregazione della Redenzione, è in Brasile da una vita e da oltre dieci anni è legata alla diocesi di Senigallia, da quando Francesca Angeletti partì per il Maranhao, Nordest brasiliano, per un anno di volontariato in un povero barrio di Sao Luis. Suor Gabriella, nel frattempo, si è spostata a Fortaleza ma il legame con le 'Irme', le suore, è rimasto più saldo che mai, grazie al progetto 'Coloriamo la vita'. Gabriella è tornata a trovarci, di passaggio verso Cagliari, ma stavolta non era sola. A farle compagnia c'era Edilene (nome di fantasia), vivace bambina di otto anni, praticamente cresciuta nel convento della suora, di casa nella sua comunità. Edilene ha cinque fratelli di quattro padri diversi, sua madre ha dato alla luce il più grande quando aveva appena tredici anni. Nel piccolo convento di Fortaleza di storie così ce ne sono a centinaia. Ma ognuno ha la 'sua' storia e la presenza della piccola a Senigallia ci ha fatto toccare con mano quanta cura 'su misura' vivono queste coraggiose suore. Gabriella, che proprio nel giorno della visita a Senigallia ha compiuto settant'anni ed una bambina curiosa, vivace, meravigliata da tutto quanto ha scoperto in questo viaggio con la sua suora. E' questa l'immagine più eloquente di chi, in ogni parte del mondo ed in nome della Misericordia, si prende cura, denuncia l'ingiustizia, si impegna perché ogni vita, anche quella della piccola di Edilene, sia riconosciuta in tutta la sua dignità. Una per una, perché ognuno è unico e prezioso. "Abbiamo un piccola casetta e accompagnamo tante famiglie della periferia più povera di Fortaleza (città di quasi tre milioni di abitanti) e abbiamo messo in piedi tutta una serie di attività artistiche, musicali, sportive e culturali attraverso le quali i ragazzi hanno la possibilità di esprimersi e di sviluppare le loro capacità. E mentre continua l'attività di attenzione, soprattutto verso le giovani madri o donne abusate o sfruttate sessualmente, ci accorgiamo che questi linguaggi sono una potente possibilità di prevenzione e sensibilizzazione. Ogni due minuti, in Brasile, viene violentata una donna e il Ceará è tra gli stati più maschilisti e questa cultura è molto presente anche nella mentalità femminile. Per questo abbiamo messo in piedi corsi professionalizzanti che favoriscano una progressiva emancipazione attraverso piccole imprese
o la possibilità di entrare in qualche fabbrica. Inoltre, molto del nostro impegno è per la pastorale carceraria: in questo stato sono 22mila le persone detenute, la maggior parte dei quali abitanti delle favele".

Laura Mandolini

*Articolo tratto da "La Voce Misena" del 22 settembre 2016